martedì, 02 settembre 2008, ore 20:48

E' più di un anno che diserto la categoria "soliloqui pubblici". C'è stata una piccola incursione a dicembre dell'anno scorso, e un solitario trafiletto autoconsolatorio ad agosto, ma niente di veramente rilevante.
Ne parlavo qualche giorno fa con la Doroty... da quando tutti i miei amici conoscono il mio blog ho perso la voglia di parlare di me e della mia vita. Non è tanto la resistenza a mettere in piazza i fatti miei (sono notoriamente una chiacchierona) quanto piuttosto una diversa concezione del mezzo.
Tuttavia è giunto il momento dell'ennesimo ( e forse ultimo ) soliloquio pubblico. Tanto per comunicare a chi ogni tanto passa di qui magari solo a dare un’occhiata che Qualcosa Sta Cambiando, nella mia vita, forse per sempre, forse solo per pochi mesi.

Evidentemente, era scritto da qualche parte che settembre 2008, per me, sarebbe stato il mese del cambiamento. Nonostante il matrimonio che avrebbe dovuto svolgersi tra un paio di settimane sia andato in fumo da un pezzo, mi trovo comunque a dover fare le valigie per traslocare… Un trasloco temporaneo che potrà rivelarsi un prologo o un epilogo… solo il tempo lo dirà.

Forse.

Quanti forse in questo post.

Inevitabili, quando si arriva a un bivio. La strada che prendo non è ancora di quelle che non permettono di tornare indietro. Ho lasciato volutamente aperte un paio di vie di fuga per evitare di trovarmi impantanata.

Nei primi tempi probabilmente avrò poche occasioni di passare anche da queste parti, un po’ per la scarsità dei collegamenti internettiani e un po’ per la marea di cose da fare.

Non dimenticatemi. Tornerò, spero presto.

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categoria : soliloqui pubblici



mercoledì, 04 aprile 2007, ore 22:51

Mmmmmmmmmmh... avevo deciso di rinunciare ai soliloqui pubblici... ma cosa c'è di meglio, quando lo spleen ti attanaglia lo stomaco, di un bel piagnisteo pubblico che lavi via ogni male come una gran scopa?
Cosa c'è? C'è che non ho il fidanzato. No, ce l'ho, anche se è più spesso come se non ce l'avessi.
C'è che il lavoro non mi piace. Sbagliato, mi piace, ma non dieci ore al giorno come vorrebbe il Capo.
C'è che mi sento sola. Ma va' che in questa casa è tanto se mi lasciano in pace cinque minuti.
Allora cosa c'è?
Lo so io, cosa c'è.
C'è che stamani sono cominciate ad arrivare le mail di auguri dei vecchi colleghi del call center, quando lavoravo solo cinque ore al giorno, ero precaria (ma neanche tanto) e guadagnavo la metà di adesso.
C'è che m'è presa la nostalgia di un lavoro dimmerda e di un ufficio pieno di gente simpatica (anche un po' meno, ma il mondo è bello perché è vario), della disco al giovedì sera e la cena intima da quindici persone il venerdì, del rum e pera al bar del corso, del bacardi breezer stravaccati in piazza e anche della noia, di sempre le solite persone sempre le solite facce.
E' bello pensare che tra cinque anni avrò nostalgia di adesso. Del cineclub del giovedì e del tai chi al mercoledì e delle domeniche a spasso sulla Murgia.
E' bello ma adesso non mi consola, vorrei tornare a "Buonasera sono Lilian posso aiutarla?" e alla macchinetta del caffè che faceva il mocaccino. Alla Barbara che mi diceva non sei grossa sei pocciosa e alla Gloria che però non ti si sente mica tanto l'accento terrone e alla Sabrina ma sei dimagrita? c'hai un culino! e alla Francesca che mi chiamava La Svalvolata. Per giustizia dovrei nominarle tutte, LisaBenedettaChiaraMartinaAnnamariaGiuliana come quando da Mike Buongiorno chiedi se puoi salutare.
Saluto Simone che non era strafigo ma m'attizzava un sacco. Alessandro che se ci provava magari ci sarei anche stata ma non c'ha provato mai. Saluto i Capi che ci dicevano "State a sedere!" e "Non andate in pausa tutti insieme che ci sono le code" però alle feste facevano più casino di tutti.
Saluto la giovane LIlian.
Quella che chiese di andare via proprio quando stava cominciando a divertirsi.
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categoria : soliloqui pubblici



venerdì, 29 settembre 2006, ore 23:03

Spero vivamente di avere una terribile infezione vaginale che non manifesta su di me alcun sintomo ma che con il contagio produca una mutazione nel batterio tale da provocare bruciore prurito e tanto fastidio da  rendere impossibile qualsiasi rapporto sessuale e una tortura l'espletazione dei bisogni fisiologici quotidiani.
Lo spero con tutto il cuore perchè così quella troia che stasera in piscina mi ha fregato il costume ancora bagnato cuffia e occhialini se ne pentirà per il resto dei suoi giorni.

 

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categoria : soliloqui pubblici



domenica, 27 agosto 2006, ore 15:51

Mi sono presa una bella vacanza. Dal blog, ma anche dalla vita. Un mese intero in cui mi sono rifiutata di comunicare all'esterno la metamorfosi che si andava compiendo dentro di me. E non per inedia, perchè la mia mente è stata fertile come mai. Nè per pudore, perchè ho scoperto un amore di me stessa che non credevo di poter provare. Ho taciuto per non rompere l'incantesimo. Come se assistessi ad uno di quei riti magici che la natura rinnova ad ogni passo di stagione.
Mi sono rinchiusa nel bozzolo, covando la speranza che al bruco disgustoso spuntassero finalmente magnifiche ali di farfalla.

Vorrei dire grazie a Chi mi ha permesso di vivere un'intera settimana esclusivamente nel presente, senza rimpianti e senza speranze.

Ed eccole qui, le mie ali. Variopinte e complesse come di rado si osservano svolazzare nei prati dell'esistenza. Speriamo non si squarcino al primo vento di tempesta.

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