giovedì, 26 marzo 2009, ore 14:16

Quando l'abbiamo visto la prima volta in tv, in quelle foto scattate al commissariato, con il volto contratto, la faccia "da pugile", l'aria malandata, abbiamo urlato tutti al mostro. Labbra carnose, occhi infossati, naso prominente, tutto collimava con l'idea di bruto stampata a fuoco nelle nostre menti. Facile credere che fosse lui il trascinatore, nella penosa vicenda, e il timido biondino dagli occhi azzurri fosse stato convinto, costretto, forse cooptato; e poi, sotto il peso della coscienza, aveva confessato.

Quanto ci sbagliavamo. A riprova che ogni reazione emotiva ad un evento criminoso è sbagliata e crudele. Per giorni il volto di Racz Karol è comparso sulle prime pagine di giornali e telegiornali come l'incarnazione delle nostre paure. Oggi lo vediamo piangere, cercare un risarcimento per la sua immagine corrotta e calpestata. Sfruttare quello stesso mezzo che l'ha infangato per risorgere. La televisione, dio che atterra e suscita, gli ha fornito a un tempo la condanna e il riscatto. Gli auguro che sia completo e che lo allontani per sempre da strade che, forse, non avrebbe mai voluto percorrere.

Resta il monito. Come dice Aldo Grasso sul Corriere, la sua colpa principale era di carattere fisiognomico. Nessuno crede più a Lombroso, ma nelle nostre menti aleggia ancora l'idea che il volto sia lo specchio dell'anima.
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martedì, 02 dicembre 2008, ore 18:41

Pennarelli

Apro questo nuovo tag per segnalare, con il pennarello, situazioni cui la stampa italiana dà poco o punto peso, in contrapposizione ad altre che di peso ne avrebbero assai meno e che di converso ne hanno troppo.

E’ risaputo che i TG italiani siano i più ingolfati dalle notizie politiche. La visibilità concessa ai politici dalla nostra televisione è eccessiva e fuorviante. La conseguenza è che la politica si ripiega su se stessa costringendoci ad assistere a penosi teatrini, bracci di ferro su questioni inesistenti e valzer di nomine di cui non ci frega una cippa. Tutte questioni che cancellerei da giornali e TG con un pennarello nero, mentre altre meriterebbero di essere sottolineate con un pennarello rosso.

Pennarello nero: l’aumento dell’IVA al 20% sulle pay tv. Provvedimento sacrosanto, a mio modesto parere: non vedo il motivo per cui dovrei pagare il 20% di IVA sulle scarpe o sul cappotto che indosso per ripararmi dal freddo e non per vedere le partite della Champions.

Naturalmente il buon Berlusca c’ha il suo tornaconto e non ci piove, ma urlare allo scandalo del conflitto di interessi e riempire le prime pagine dei giornali mi sembra un tantino – ma proprio un tantino- esagerato.

Così facendo passa subito in secondo piano le vere mazzate agli italiani del “provvedimento anticrisi”, pennarello rosso: la modifica della procedura per ottenere le detrazioni fiscali del 55%  delle spese sostenute per limitare il consumo energetico: adeguamento delle caldaie, sostituzione degli infissi e installazione di pannelli solari. Le conseguenze? In mancanza di risposta da parte dell’Agenzia delle Entrate, non sarà possibile la detrazione. Peccato che i lavori le famiglie li abbiano già fatti e fatturati. Si cambiano in corsa le regole del gioco: abbiamo scherzato (letti: vi abbiamo preso per il culo), vi faremo detrarre fino a che ci saranno i fondi, poi sono cavoli vostri. Non solo: se non rispondo alla tua richiesta è perché non ho intenzione di esaudirla, e tu non hai neanche il diritto di sapere perché.

Insomma, si scoraggia l’esecuzione di lavori che portano beneficio a tutto il Paese in termini di risparmio energetico e pulizia ambientale, si incoraggia l’ennesima volta l’evasione fiscale (non c’è più l’incentivo a richiedere la fattura alla ditta che fa i lavori per detrarne i costi: tanto vale farsi fare il maxi sconto e pagare in nero come sempre…).

Ma di questo non si parla. Perché? Azzardo due ipotesi.

Primo: non se ne parla perché, probabilmente, molti di quelli che hanno subito il provvedimento sono probabilmente progressisti e ambientalisti che non votavano per Berlusconi prima e continueranno a non votare per lui

Secondo: non coinvolge l’annoso problema del confiltto di interessi che sembra il vero fiore all’occhiello dell’opposizione.

E allora continuiamo a parlare di quei poveretti che vedranno lievitare il canone Sky.

Intanto il Paese ha sempre di più, come diceva Barbarossa, la testa in Europa e il culo in Medio Oriente.

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