E' semplicemente geniale. Dopo tutto, chi di noi non l'ha mai pensato? Cartonisti e fumettisti ci sono sempre andati a nozze. Capitan America viene intervistato come una celebrità tra le pagine di X Men. Mazinga combatte contro Goldrake. La Stella della Senna prima o poi finirà per incontrare Lady Oscar. Tutto questo non c'è mai sembrato blasfemo. E allora perché non poteva succedere anche cent'anni fa? Perché l'Uomo Invisibile non poteva sbattere inavvertitamente il naso sul grugno di Mister Hyde? Oh, è quello che ho sempre sognato. E' quello che tutti noi abbiamo sempre sognato, vedere i nostri eroi interagire tra loro, suonarsele sode, e sopratutto suonarle agli altri. E' quello che ha fatto Alan Moore.
Il mio primo approccio con La Lega degli Straordinari Gentleman fu un annetto fa al cinema, grazie al film La leggenda degli uomini straordinari, che tradiva lo spirito del fumetto non meno che il titolo. Film decisamente di basso profilo, del tutto privo di coerenza interna, che non ispirava certo la lettura dell'originale. Forse per questo mi ci è voluto così tanto per decidermi a comprarlo, questo fumetto. Mai scelta fu più ponderata e più prontamente benedetta nell'esito.
Perché mi sono bastate due ore per entrare nell'Inghilterra cupa e fantastica di Moore e uscirne appagata ma non sazia.
Non sazia.. e come avrei potuto esserlo? Una squadra come quella creata, o piuttosto reinventata da Alan Moore avrebbe potuto viaggiare e farci sognare per centinaia di tavole. Invece l'Autore, conscio che il bel gioco dura poco, non ha voluto calcare la mano, intuendo che una miscela così esplosiva non poteva restare a lungo stabile. C'è pure qualche pecca nella narrazione, se di fronte a un'introduzione capillare e spettacolare dei singoli personaggi, peraltro molto ben caratterizzati, la vicenda narrata perde puramente di spessore. Così nel primo volume la sfilata dei personaggi resta la parte più gustosa e avvincente, mentre l'avventura vera e propria, per quanto ben congegnata, non è che un pretesto per vederli in azione tutti insieme. Nel secondo invece gli spunti sono talmente tanti, e tanto interessanti, che vien quasi da piangere quando la storia finisce. Le citazioni si rincorrono impazzite, ed io ho letto i due volumi talmente in fretta da averne colte, sono sicura, appena la metà. Ma nella citazione Moore sa essere imprevedibilie. Tutti sappiamo chi è Mister Hyde, ma nessuno di noi lo avrebbe creduto capace di fare quello che gli lascia fare Moore. E la bella Mina, è davvero fragile come sembra? E se nascondesse una forza misteriosa...? E' quel che si chiede lo spaesato lettore.
Moore si diverte a lasciare molte delle nostre domande senza risposte.
Forse è per questo che lo trovo così intrigante...